28 Aprile 1973 : "The Dark Side of The Moon" conquista la classifica USA

Il 28 aprile del 1973 "The Dark Side of the Moon" conquista la prima posizione nella classifica americana. Registrato negli studi EMI a Londra, e pubblicato negli Stati Uniti il 1 marzo 1973 è una vera e propria pietra miliare della storia della musica e per quasi venti anni manterrà la sua presenza nella top 200 di Billboard tra gli album più venduti.

Qualche Numero? Parliamo di oltre 700 settimane consecutive in classifica e oltre 50 milioni di copie vendute.


"The Dark Side of The Moon" è un lavoro iconico che ogni anno raccoglie nuove generazioni di amanti del rock, come fosse un'iniziazione al suono. Sarà forse per questo che, come disse Richard Wright: “non so perché, ma l’album continua a vendere”.

Cosa ha reso questo disco un tale capolavoro?




Roger Waters lo ha sempre detto, non è "solo" un lavoro musicale, è un "concept". Il messaggio in Dark Side of The Moon non è lasciato al caso. E' figlio di una progettualità consapevole. Dove la creatività artistica viene finalizzata a qualcosa di più del solo produrre bellissime melodie. Ognuna delle sue tracce arriva a comporre un disegno ben preciso : la creazione artistica si fa politica, progressiva e umana.

L'intento e il messaggio di questa opera trapelano dai testi fino alla copertina: un raggio di luce che attraversa un prisma triangolare. Tutto è nero e il passaggio attraverso il prisma trasforma quel raggio in uno spettro arcobaleno.


L’ideatore della copertina, Storm Thorgerson, ha in più occasioni dichiarato:

Ho sempre visto il triangolo come simbolo di pensiero e ambizione e ho trovato questi elementi nei testi di Roger. Quindi poi ne ho fatto un prisma, perché ritenevo che appartenesse all'anima dei Floyd”.


Quest'immagine, il triangolo e l’arcobaleno, sono tutt'oggi i Floyd agli occhi di molti. L’energia attraversa l’oscurità e superandola si trasforma in luce, in un arcobaleno di possibilità. Ma le parole sono più dirette, sono meno equivocabili. E la musica, il rock figlio dell’era psichedelica nel pieno del suo potenziale espressivo, aveva ancora tantissima storia da scrivere e messaggi da urlare al mondo.


Lo sapeva bene Waters, quando presentava questo capolavoro come una espressione politica, filosofica e umanitaria, qualcosa che necessitava di essere comunicata. E di fatti basta scorrere le tracce che man mano si caricano di una filosofia vitale volta a scuotere gli animi di centinaia di migliaia di persone, oltre il tempo!

Morte, resistenza, alienazione mentale, sono solo alcuni dei temi toccati in questo capolavoro. The Dark Side of the Moon è questo. E' quella parte presente in tutti noi, di dolore e oblio, ed ecco allora testi dedicati alle oscurità ineluttabili proprie della condizione umana: "Breathe" (in the air), il Tempo in "Time", i soldi in "Money" (forse l'origine di tutti i mali?) "Brain damage", dedicata al “primo Floyd” Syd Barret, che aveva lasciato la band a causa della sua instabilità mentale, forse dovuta anche agli eccessi con le droghe.


I Pink Floyd omaggeranno poi Syd Barrett con il loro album "Whish You Were Here", ma "Brain Damage" è già un primo dono all'amico ma anche a tutti noi :


[...] "There's someone in my head but it's not me

And if the cloud bursts, thunder in your ear

You shout and no one seems to hear

And if the band you're in starts playing different tunes

I'll see you on the dark side of the moon"



[...] "E se la nuvola esplode, un tuono nell'orecchio

Gridi e nessuno sembra sentire

E se la band in cui ti trovi inizia a suonare brani diversi

Ci vediamo sul lato oscuro della luna"



"The Dark Side of The Moon" è un capolavoro esistenzialista, un manifesto che oltrepassa i gusti di un tempo e di un era.

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